giovedì 9 marzo 2006

Google: maximulta per click truccati


Google pagherà una multa di 90 milioni di dollari per uscire dal contenzioso riguardante il "click-fraud". In pratica il motore di ricerca numero uno al mondo ha accettato di sborsare la consistente cifra per chiudere la lite giudiziaria a proposito del cosiddetto "inganno del click".
Scusate se parlo sempre di goolge, ma dato che ospita questo mio blog, la cosa mi colpisce da vicino.

Ulteriori informazioni le trovate qui.

La scelta del 9 aprile

L'editoriale del «Corriere» divide i poli e Berlusconi definisce lo storico quotidiano ormai simile all'Unità. Non è una novità visto i passati commenti del premier ad autorevoli testate internazionali quali l'«Economist».
Ieri sera non ero riuscito a leggere l'editoriale del Corriere della Sera e sono subito accodato alle polemiche e discussino radiofoniche di Radio 24 che ascoltavo mentre tornavo a casa. Tutti i radioascoltatori e politici ospiti della trasmissione, sia di destra che di sinistra, erano scatenati a commentare il fondo di Paolo Mieli a sostegno dell'Unione in vista delle prossime Politiche.
Di seguito ne riporto l'incipit:
A dispetto di quel che da tempo attestano, unanimi, i sondaggi, il risultato delle elezioni che si terranno il 9 e 10 aprile appare ancora quantomai incerto. È questo un buon motivo perché il direttore del Corriere della Sera spieghi ai lettori in modo chiaro e senza giri di parole perché il nostro giornale auspica un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra.

Se volete leggerlo tutto lo trovate qui.

martedì 7 marzo 2006

Mindawn, negozio musicale on line per gli utenti Linux


Nel settore del download di files musicali, oltre ai famosi iTunes, Napster e Rhapsody, è nato un nuovo servizio.
Si chiama Mindawn e per ora ha solo un catalogo ridotto di etichette ed artisti indipendenti.
La maggiore novita' e' quella del supporto multipiattaforma, tanto da rendere disponibile Mindawn per gli utenti Windows, quelli Macintosh e per quelli dei sistemi Gnu/Linux.
Sia il programma per l'ascolto e l'acquisto sia quello per la codifica della propria musica sono scaricabili per tutte e tre le piattaforme, incluso il sistema del Pinguino. Non potrebbe essere altrimenti, visto che Mindawn è la creatura di Shawn Gordon, ideatore ed anima di The Kompany, produttrice di software commerciale e open source divenuta celebre grazie agli applicativi per il palmare di Sharp Zaurus, basato su Linux.

L'apertura - sopratutto mentale - di Gordon e soci è dietro molte delle caratteristiche di Mindawn. Per esempio, quelle relative ai formati adottati per la vendita dei brani. Anziché Mp3, Wma e Aac, Mindawn abbraccia in una sola mossa sia il mondo dell'open source sia quello della qualità senza compromessi.
Il servizio offre al pubblico i suoi brani in formato compresso Ogg Vorbis e al tempo stesso anche nel più voluminoso (ma qualitativamente degno dello standard Cd) Flac (Free Loseless Audio Codec). La tariffazione è di 99 centesimi di dollaro per ogni 10 minuti in Ogg Vorbis e di 1 dollaro e 24 per 10 minuti in formato Flac. I Cd interi costano rispettivamente 6 dollari e 99 e 8 dollari e 99.

Altrettanto coraggiosa è la politica in materia di Drm: Mindawn non adotta nessuna protezione: "Mindawn - ha dichiarato infatti Shawn Gordon - non limita l'utilizzo dei file audio acquistati tramite il servizio. Gli utenti possono copiarli su quanti dispositivi vogliono e convertirli a piacimento in altri formati".
Tra le altre numerose novità di Mindawn, le aree riservate da un lato agli acquirenti e dall'altro a musicisti ed etichette, con un sistema di pagamento basato su Paypal, fra i più popolari e diffusi siti per le transazioni on line.
Maggiori informazioni sul servizio e sui prezzi sono disponibili all'indirizzo:
http://www.mindawn.net/

Come le televisioni trasformano un dramma famigliare in un nuovo reality


Mi unisto anch'io al coro di quanti chiedono (anzi esigono) la liberazione di Tommaso.
La cosa che proprio non sopporto però di questa storia è come le varie televisioni, sempre assetate di drammi famigliari, stiano seguendo e documentando la vicenda.
Salvaguardando il diritto di cronaca (ci mancherebbe altro!), ritengo il comportamento dei vari giornalisti e, soprattutto, dei direttori dei telegiornali troppo interessati a sfruttare la notizia quale ghiotta occasione, per attirare un po' di spettatori in più e migliorare il proprio share (a tutto beneficio degli spot pubblicitari da inserire durante i TG) piuttosto che offrire il servizio di informazioni e notizie cui sono demandati.
Speculare in modo così evidente su tali vicende drammatiche dovrebbe farci riflettere sulla qualità delle notizie, che quotidianamente ci vengono riportate dai notiziari. Accendiamo la tv e pensiamo di ascoltare le "ultime notizie", mentre stiamo solo appoggiando l'orecchio allo speaker pubblicitario che continua a ripetere sempre le stesse cose...
Chissa se la rete riuscirà a riportare equilibrio in questo sistema così degenerato. Io nel mio piccolo spero di poter contribuire.

La guerra dei chip passa per Google e Skype


La guerra tra AMD e Intel, tornata ferocemente in auge e trova due nuovi campi di battaglia: Google da una parte e Skype dall'altra. In entrambi i casi è AMD a mostrare le unghie con maggior decisione, ma Intel sembra volersi consolare mettendo le mani sull'Origami di Microsoft.

Nei giorni scorsi Google ha notificato il passaggio della propria struttura hardware abbandonando Intel per passare ad AMD. La decisione ha preso luogo a seguito dell'eccessivo accumularsi delle spese derivanti dal consumo elettrico dell'apparecchiatura su cui si regge il motore di ricerca, voce sul bilancio che può facilmente essere abbattuta passando da una componente all'altra. Per Google è indispensabile in questo preciso contesto ridurre i costi di gestione al fine di ottimizzare l'attività, consolidando di conseguenza il valore di un pacchetto azionario che ha avuto qualche oscillazione di troppo.

Il passaggio di Google ad AMD Opteron è stato accompagnato dall'annuncio di un nuovo processore per server di maggiorata velocità e la conseguenza di tale congiuntura per Intel è stata una previsione al ribasso per gli ordini dei prossimi mesi. Inevitabilmente il gruppo ne ha pagato in borsa vedendo le proprie azioni scendere in attesa della risposta con il lancio di nuovi prodotti previsto per le prossime ore.

Skype è un ulteriore importante terreno di scontro. AMD intende infatti trascinare Intel in tribunale a causa della limitazione imposta agli utenti Skype nell'uso del software per il VoIP. Tutto nasce dalla presunta ottimizzazione delle chiamate a più utenze che Skype (in accordo con Intel) imporrebbe all'utenza AMD: 5 utenti AMD al massimo contro i 10 Intel. È ora disponibile online una patch per permette di superare l'ostacolo ed è stato così reso evidente il fatto che la limitazione fosse puramente strategica e non correlata a reali problemi di performance.