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lunedì 30 marzo 2015

Separati alla nascita si evolve!

Finalmente ho trovato il tempo per sviluppare ed estendere le funzionalità della mia app "Separati alla nasciata". Ora è possibile condividere le proprie opere non solo via mail e facebook, ma anche attraverso un suo network di condivisione.
Se volete provarlo basta scaricare l'apk qui.


 

giovedì 1 gennaio 2015

Benvenuto 2015: Nuovo anno nuova grafica

Come ho già anticipato nel mio precedente post, quest'anno ho ripreso in mano il mio blog e per festeggiare il nuovo anno ho deciso di applicare un piccolo restyling alla grafica.
Che ne dite vi piace?

lunedì 29 dicembre 2014

Separati alla nascita

A volte capita di avere idee bizzarre per un App e non trovarla disponibile sullo store "esattamente" come l'avevamo in mente noi. Mai capitato? A me si è l'idea che avevo in mente era quella di una App che permettesse di avvicinare la foto di un amico a quella di un personaggio noto. Da questa idea è  nata una piccola App con cui sto facendo impazzire i miei amici. Se volete partecipare al gioco vi lascio il link per istallarvi  direttamente l'eseguibile sul vostro telefonino ANDROID  (prometto che se questa iniziativa ha successo estendo anche ad iOS e metto tutto sullo Store ufficiale).
Naturalmente i vostri commenti sono very welcome!!

mercoledì 27 luglio 2011

Identità rubate e profili fasulli sui Social Network

E' notizia pochi giorni fa il rilascio di Google+ e già la casa di Mountain View deve correggere il tiro dovendo fare il conto col fatto che gli utilizzatori dei Social Network non hanno solo una identità registrata, ma spesso ne utilizzano di più. Una sorta di filtering di base per gestire in modo separato il proprio profilo ufficiale/istituzionale da quello più "segreto".
E così capita che la segretaria di Voghera oltre a registrarsi con il suo nome e cognome reale, si crea dei profili con nomi inventati per gestire le amicizie non ufficiali. Ed ecco che spuntano account come "Elisa Vogliosa", "Marco Durissimo", "Dark side of me...".
E così Google è stata costretta a disattivare alcuni account esplicitando nella propria policy d'uso del suo Social Network che non sono ammessi gli account fittizi.
Ma quanto pesa questo fenomeno e che impatto ha sul valore commerciale dei vari Social Network. Si perchè se il valore di facebook è stimato attribuendo un valore di 100€ per ogni account, cosa succederebbe se ad un certo punto qualcuno facesse notare che dietro i 500 milioni in realtà ci sono il 20 25% di account fasulli? Per non parlare poi dei numerosi profili fasulli attribuiti ai personaggi famosi. Non ci vuole molto per capire di netto il valore del giocattolo di Zuckerberg crollerebbe di netto di questo valore percentuale.
Non sto ipotizzando, anche perchè è esattamente quello che era succecco al mitico Second Life, che prometteva miracoli e nuove possibilità di relazione e di business, ma che poi si è sgonfiato quando qualcuno ha fatto notare che dei milioni di utenti registrati solo un 10% era effettivamente "vivo" mentre gli altri account erano solo tentativi che molti avevano aperto per provare la piattaforma, ma che poi venivano abbandonati. Tutto questo mi ricorda la favole del re nudo messo alla berlina dall'analisi semplice e fondamentale sviluppata da un bambino.
Per verificare questo fenomeno su facebook, mi è capitato nei giorni scorsi di "agganciare" un circuito di utenti che utilizzano la piattaforma non solo per rialicciare le vecchie amicizie ma anche (e soprattutto) per farsi pubblicità in modo estremamente conveniente.
Parliamo naturalmente di brave ragazze che si registrano con nomi molto fantasioni che sponsorizzare le proprie attività per arrotondare magri stipendi facendo le cam girls, partecipando a circuiti di sex on line, arrivando a servizi completi di escorting o vero e proprio meretricio.
Circuito curioso dal punto di vista grafico e che spinge anche i clienti a crearsi account fittizi, perchè dopo tutto chi vorrebbe mostrare ad amici e parenti che è amico di "Vogliose Malizie", "Pompa Milano" o "Escort Vicenza"?
Da profano ho notato che questo circuito è molto ricco e molto attivo, chissà se qualcuno ha valutato in modo scientifico questo fenomeno, magari qualcuno dell'osservatorio del MIP.
Conosco qualcuno che ci lavora, magari trovo qualche interessante notizia.
Stai tuned...

venerdì 1 luglio 2011

Google ci riprova con il social network

Dopo i magri risultati ottenuti con Wave e Buzz, Google ci riprova con Plus, il servizio che premette di esprimere alla propria cerchia di amici quello che ci piace.
Al momento la sperimentazione del nuovo social network è riservata a un numero limitato di utenti, con la consueta modalità ad inviti.
Attualmente il sistema permette di sfruttare diversi strumenti con cui mettere in condivisione se stessi online, con il mondo. Google però ha imparato la lezione sui problemi di privacy e ora permette di creare  “cerchie” di amici, per restringere e controllare le proprie aree del nostro universo umano: amici, parenti, colleghi... Anche se spesso questi confini non sono così nitidi. E allora ben vengano Sparks, Hangouts, Instant Upload e Huddle per meglio indirizzarci in questo universo sociale.


Se sarà un successo o un flop lo decideranno gli utenti. E allora scopriremo se Google riuscirà a scalzare facebook dal suo piedistallo. Bello il mercato, conoscete nulla di più democratico?

martedì 28 giugno 2011

eHow - La risposta pronta a tutti i tuoi dubbi pratici

 Tra le tante sfumature dell'universo del social networking, ho infatti scoperto un interessante nicchia: i siti che presentano soluzioni pratiche ai problemi di tutti i giorni.
Siete capaci di cuocere un uovo, vuoi sapere il look perfetto per il matrimonio del fratello, vuoi risparmiare senza troppi sacrifici? Se avete dubbi su questi e altri problemi   non vi preoccupate, perchè internet vi offre una soluzione pronta e di facile uso: eHow si presenta come la risposta definitiva.

lunedì 23 maggio 2011

Wikipedia vuole diventare patrimonio dell'Unesco

Wikipedia ha dieci anni di vita e già punta a diventare patrimonio mondiale dell'Unesco. Lo rivela in un'intervista John Wales, fondatore della famosa enciclopedia on line, nata il 15 gennaio del 2001 e gestita dall'organizzazione non profit 'Wikimedia Foundation'.
"Sarebbe uno straordinario riconoscimento -sottolinea Wales- per tutte quelle migliaia di persone che ogni giorno collaborano per migliorare la prima enciclopedia libera. E sarebbe anche un segnale di sensibilizzazione nei confronti della libera conoscenza. Wikipedia, non è soltanto un sito web, ma un nuovo ed ormai affermato fenomeno culturale". Questo è il motivo che spinge a puntare a un riconoscimento che l'Unesco ha assegnato non solo a cose fisiche, ma anche a idee, movimenti o nuovi concetti.

mercoledì 18 maggio 2011

Linkedin si quota in borsa ed è subito un successo


Linkedin, il social media dei professionisti, fa il suo ingresso ufficiale a Wall Street quotato 4,3 miliardi, il 30% in più della valutazione iniziale. Azioni offerte tra i 42 e i 45 dollari: cioè 10 dollari in più del prezzo preventivato soltanto venti giorni fa: un vero e proprio boom.
L'idea di creare un social network per i professionisti si deve alla creatività di Reid Hoffman,  laureato di Stanford che abbandonda la vocazione da filosofo per seguire il mondo del business, infilando un successo dopo l'altro: fonda SocialNet, partecipa alla fondazione di PayPal. Quindi si inventa LinkedIn, finanziando progetti come  Facebook, Zynga e LastFm.
Lo sbarco in borsa di LinkedIn è la più grande Ipo del settore Internet dopo lo sbarco in borsa di Google nel 2004. "Continueremo a investire, stiamo crescendo al passo più rapido della nostra storia", ha detto l'amministratore delegato del gruppo Jeff Weiner dopo l'esordio che ha riacceso l'entusiasmo degli investitori per le società hi-tech, dopo il (s)boom degli anni '90. In attesa per il collocamento a Wall Street ci sono anche colossi del calibro di Facebook, Twitter e Groupon, altri social network che arriverebbero a valere decine di miliardi di dollari dopo il passaggio a Wall Street.
L'affare è diventato maledettamente esplosivo. E questo successo fa un pizzico di paura. Aspettando che si muova anche il colosso Facebook.

domenica 15 maggio 2011

Eppela: il crowdfunding parla italiano

Ho già parlato di Kickstarter il portale americano per il crowdfunding, ovvero la raccolta del capitale iniziale per dare vita a un progetto che il popolo della rete ritiene più meritevoli.
Oggi presento Eppela la risposta italiana, fondato da Nicola Lencioni che in pieno spirito crowfunding si è messo in vendita da solo per 12000 euro. Da di scadenza della raccolta il prossimo 3 giugno e manca ancora metà della cifra.
Anche se non originale, plaudo a questa iniziativa tutta made in Italy, e nel mio piccolo gli faccio pubblicità.
Forza Nicola! Forza Eppela!

mercoledì 13 aprile 2011

KickStarter: la community finanzia le tue idee

 Chi ha un’idea eccellente e capacità di svilupparla necessita solo di un computer collegato a internet per ottenere successo, denaro e fama: si pensi alla fulgida carriera di un Mark Zuckemberg, trasformatosi in poco più di un lustro da nerd brufoloso a guru multimiliardario.
Ma spesso manca il capitale iniziale, ma anche a questo c'è rimedio.
KickStarter è un sito che ti permette di raccogliere dei finanziamenti per dei progetti pubblicati. Se avete un’idea vincente e volete raccogliere dei soldi, KickStarter potrebbe essere il posto giusto.
Come dice al New York Times uno dei suoi fondatori, Yancey Strickler, almeno all’inizio Kickstarter aveva come obiettivo quello di rendere possibili progetti unici di tipo artistico (la registrazione di un disco o la produzione di un documentario); nulla però impediva che la piattaforma venisse impiegata per facilitare la nascita di strutture relativamente stabili come aziende produttrici di beni fisici, cosa che è puntualmente avvenuta.
Il meccanismo di finanziamento è simile a quello utilizzato dai siti di social buying come Groupon: ai creativi viene concesso uno spazio per poter presentare il loro progetto. A quel punto gli iscritti alla piattaforma hanno la possibilità di impegnare del denaro per acquistare il prodotto/servizio. Se entro un certo periodo di tempo prefissato il progetto riesce a raccogliere o superare la somma necessaria a realizzarlo, esso è “validato”: a quel punto chi ha impegnato una somma è obbligato a versarla, mentre chi deve realizzare il prodotto/servizio dovrà cominciare a lavorare per trasformarli in realtà.
Se invece il progetto non si rivela sufficientemente interessante da guadagnarsi crediti sufficienti dal proprio mercato potenziale, tutti sono liberi da impegni, tanto chi si era dichiarato disponibile a pagare il potenziale prodotto dell’ingegno, quanto chi avrebbe dovuto realizzarlo (è il cosiddetto “finanziamento tutto-o-niente”). Si tratta di un modo geniale di testare idee o fare vendite condizionali praticamente senza rischio.

Dopo due anni di attività sono state pubblicate delle statistiche degli ultimi due anni.
In questo periodo per 20.371 progetti sono stati richiesti 53 milioni di dollari. Di questi, 40 milioni sono stati raccolti, avviando 7.496 progetti, dei quali 3.175 progetti sono ancora attivi.

Facendo due calcoli, il 43% dei progetti su KickStarter riescono a raccogliere i soldi necessari per l’avviamento, mentre l’85% dei soldi richiesti per i progetti si riescono a raccogliere. In questo sito vengono aggiunti 2.000 nuovi progetti ogni mese.

giovedì 30 settembre 2010

Un poken nei jeans

In passato ho già parlato del sistema dei Poken per gestire e scambiare i propri account dei vari social network con un semplice tocco, sfruttando la tecnologia RFID.
Oggi però mi sono imbattuto in un paio di jeans che sfrutta questo dispositivo come differenziale d'immagine, cercando di passare come il jeans dei patiti di facebook.Questo modello di jeans si chiama “AngelDevil Touch” ed integra un poken nella tasca (la famosa quinta tasca) checontiene un il biglietto da visita elettronico di chi lo indossa. Ovviamente, all’interno della chiavetta possono essere aggiunti i dati relativi agli Account individuali di tutti i principali Social Network: Facebook, MSN Live Messenger, Twitter, Skype, Flickr, AIM, Yahoo! Messenger, MySpace, LinkedIn e molti altri. Quando chi lo indossa incontra qualcuno dotato dello stesso modello di jeans “Touch”, può scambiare con lui/lei le informazioni ed i dati personali contenuti nel Poken semplicemente facendo sfiorare tra loro i dispositivi, i quali cominceranno a lampeggiare e si scambieranno i Biglietti da Visita via onde radio. Di ritorno a casa, entrambi potranno collegare il Poken al PC, proprio come una normalissima chiavetta USB ed accedere a rispettivi dati.

giovedì 19 agosto 2010

Anobii: quando la propria libreria si fa social


Nel web oramai sbocciano nuovi network ogni giorno…Anche Wired in questi giorni dedica un articolo a numerose alternative a re dei re dei social network. Ce ne sono per tutti i gusti: per chi ama chiacchierare, fare amicizie, ama la musica, cerca lavoro, l'amore una casa o un posto dove andare in vacanza.


In questi giorni, merito anche della lunga pausa estiva, mi sono dedicato alla lettura e a questo proposito volevo metterne in particolare evidenza un social network proprio dedicato ai lettori: il suo nome è aNobii e lo trovate all’indirizzo www.anobii.com.
Che cos’è aNobii? Come recita Wikipedia, “aNobii è una rete sociale su Internet (Internet social network) dedicata ai libri.
Gli utenti iscritti possono mettere in linea la propria libreria attraverso i codici ISBN o un motore di ricerca interno, condividendo recensioni, commenti, votazioni, dati sull’acquisto e sulla lettura, lista dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso gruppi.”
Chiaramente non potevo che essere attratto da questo strumento. Soprattutto se a casa avete uno scanner di barcode con cui sparare i codici a barre dei libri sui vostri scaffali polverosi. Così mi sono iscritto ed ho aggiunto un po’ di libri che ho trovato sulla mensola del salotto (www.anobii.com/baldopapa/books). L’impressione iniziale è molto positiva anche se mi ricorda molto a Last.fm
Tra le altre cose, il sito permette di creare dei simpatici badge da mettere sul proprio blog…tipo quello che trovate qui a fianco, dove troverete sempre il libro che al momento sto leggendo, o meglio, rimane aperto sul comodino in attesa di essere letto :)

lunedì 15 marzo 2010

Compatta i tuoi link

In un mondo iperconnesso dove scambiare le proprie risorse i link più interessanti risulta essere fondamnetale quanto mantenere corti ed efficaci i propri messaggi risulta necessario potere accorciare i propri link. Per farlo potete usare il servizio offerto da TinyURL. Basta copiare e incollare il nostro lungo collegamento nello spazio apposito di TinyURL e ci verrà restituito un collegamento brevissimo del tipo: http://tinyurl.com/yb9veqr.

sabato 26 dicembre 2009

Una nuova nascita

Tutto scorre, nulla resta immobile. Tra poco un anno si concluderà e cone esso un decennio pieno di cambiamenti e rivoluzioni. E come cambia l'anno, cambiamo un po' tutti. Perchè i blog dovrebbero comportarsi diversamente?
Eccoci allora ad inaugurare un nuovo spazio personale, che cerca di raccogliere il meglio delle esperienze passate e si rivolge alle nuove tendenze tecnologiche. La scelta dello stile e del colore vuole infatti rappresentare una scelta ecosostenibile e rivolto al massimo risparmio di corrente e al minimo impatto ambientale.
Ben arrivato 2010, io mi sto preparando.

giovedì 24 dicembre 2009

Natale di 2009 anni fa

Dopo le polemiche sul fatto che internet è portatore di odio e rappresenta un pericolo per la democrazia, o meglio per la stabilità di certi Governi che preferisco definire "sciocchi", vi propongo questa vera genialata partorita da qualche mente geniale del popolo di facebook.


lunedì 16 novembre 2009

Antropologia del Web 2.0

Breve presentazione di come il web 2.0 condiziona il nostro modo di pensare, scrivere, comunicare di rapportarci con gli altri e di ESSERE.

lunedì 9 novembre 2009

Prove di Crowdsourcing


Oggigiorno nessuno può evitare il fascino dei neologismi ed in ambito web2.0 l'impiego dei termini inglesi attira più del miele. Oggi vorrei parlare del Crowdsourcing, ovvero come definisce wikipedia: un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team.
Inizialmente il crowdsourcing si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. Ma c'è chi ha pensato di formalizzarne il processo ed introdurlo nei proprio processo aziendale: sul primo step, l'azienda ha un problema e, sull'ultimo, ottiene i suoi profitti. Nel mezzo del cammino, le folle online propongono soluzioni, premiate ed acquisite dai manager. Tutto facile e perfetto, anche se in realtà non tutto gira come dovrebbe.
Il sito Linkedin forse ne sa qualcosa, visto che questa estate è riuscito ad irritare diversi suoi utenti, traduttori professionisti, chiedendo loro di tradurre parti del sito in lingue straniere in cambio di un badge LinkedIn o "perché è divertente". Quest'ultimo incentivo non ha reso così sorridenti i circa 12mila professionisti interpellati che hanno visto sminuito il valore del loro operato professionale.
E' nato così sul sito lo stesso social network un gruppo di protesta giunto a quota 300 iscritti. E LinkedIn come ha reagito? Intanto il product manager Nico Posner, responsabile delle versioni del sito in giro per il mondo, dal blog ufficiale, fa sapere che "attualmente stiamo indagando sulla maniera migliore di tradurre il nostro sito in diverse lingue".
Dopo tutto come diceva Thomas Stearns Eliot: "Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?"


mercoledì 21 ottobre 2009

Poken, il biglietto da visita eletronico... e non solo


Poken è un interessante gadget che probabilmente sbancherà il mercato come regale questo Natale.
Con Poken puoi portarti sempre dietro la descrizione di te stesso in formato elettronico, e quando incontri qualcuno e vuoi condividere, per lavoro o svago, i tuoi riferimenti basta far toccare il tuo Poke con quello della controparte e subito siete collegati.
Ma come direte voi? Semplice, il giocattolino si collega via usb al computer e permette di scaricare mediante il sito di Poken tutti i dati e rappresenta il ciclo di conoscenze lungo un asse temporale. Si ha così modo di vedere quando e in quale sequenza si è entrati in contatto con le persone.
E' compatibile con i maggiori social networking (facebook, linkedin, flickr...) e l'unica pecca che gli posso trovare è che la connessione non sia bluetooth. Ma con meno di 20€ è chiaro che non si potesse sperare di più.
Curiosi? Guardate questo video..

Poken Explained from Poken on Vimeo.

domenica 4 ottobre 2009

Il cercafacce


Si chiama appunto facesearch e come dice il nome permette di trovare foto delle persone che cercate sfogliando facebook. Interfaccia semplice ed in un nero molto elegante. Tu inserisci il nome ed in un attimo puoi sfogliare in perfetto stile itune le foto che corrispondono al nome cercato. Veloce ed efficace, anche se molto foto non affatto collegato al nome che stiamo cercano. O per lo meno non dovrebbero...ops.. privacy addio.. :D