mercoledì 27 luglio 2011

Identità rubate e profili fasulli sui Social Network

E' notizia pochi giorni fa il rilascio di Google+ e già la casa di Mountain View deve correggere il tiro dovendo fare il conto col fatto che gli utilizzatori dei Social Network non hanno solo una identità registrata, ma spesso ne utilizzano di più. Una sorta di filtering di base per gestire in modo separato il proprio profilo ufficiale/istituzionale da quello più "segreto".
E così capita che la segretaria di Voghera oltre a registrarsi con il suo nome e cognome reale, si crea dei profili con nomi inventati per gestire le amicizie non ufficiali. Ed ecco che spuntano account come "Elisa Vogliosa", "Marco Durissimo", "Dark side of me...".
E così Google è stata costretta a disattivare alcuni account esplicitando nella propria policy d'uso del suo Social Network che non sono ammessi gli account fittizi.
Ma quanto pesa questo fenomeno e che impatto ha sul valore commerciale dei vari Social Network. Si perchè se il valore di facebook è stimato attribuendo un valore di 100€ per ogni account, cosa succederebbe se ad un certo punto qualcuno facesse notare che dietro i 500 milioni in realtà ci sono il 20 25% di account fasulli? Per non parlare poi dei numerosi profili fasulli attribuiti ai personaggi famosi. Non ci vuole molto per capire di netto il valore del giocattolo di Zuckerberg crollerebbe di netto di questo valore percentuale.
Non sto ipotizzando, anche perchè è esattamente quello che era succecco al mitico Second Life, che prometteva miracoli e nuove possibilità di relazione e di business, ma che poi si è sgonfiato quando qualcuno ha fatto notare che dei milioni di utenti registrati solo un 10% era effettivamente "vivo" mentre gli altri account erano solo tentativi che molti avevano aperto per provare la piattaforma, ma che poi venivano abbandonati. Tutto questo mi ricorda la favole del re nudo messo alla berlina dall'analisi semplice e fondamentale sviluppata da un bambino.
Per verificare questo fenomeno su facebook, mi è capitato nei giorni scorsi di "agganciare" un circuito di utenti che utilizzano la piattaforma non solo per rialicciare le vecchie amicizie ma anche (e soprattutto) per farsi pubblicità in modo estremamente conveniente.
Parliamo naturalmente di brave ragazze che si registrano con nomi molto fantasioni che sponsorizzare le proprie attività per arrotondare magri stipendi facendo le cam girls, partecipando a circuiti di sex on line, arrivando a servizi completi di escorting o vero e proprio meretricio.
Circuito curioso dal punto di vista grafico e che spinge anche i clienti a crearsi account fittizi, perchè dopo tutto chi vorrebbe mostrare ad amici e parenti che è amico di "Vogliose Malizie", "Pompa Milano" o "Escort Vicenza"?
Da profano ho notato che questo circuito è molto ricco e molto attivo, chissà se qualcuno ha valutato in modo scientifico questo fenomeno, magari qualcuno dell'osservatorio del MIP.
Conosco qualcuno che ci lavora, magari trovo qualche interessante notizia.
Stai tuned...

venerdì 1 luglio 2011

Google ci riprova con il social network

Dopo i magri risultati ottenuti con Wave e Buzz, Google ci riprova con Plus, il servizio che premette di esprimere alla propria cerchia di amici quello che ci piace.
Al momento la sperimentazione del nuovo social network è riservata a un numero limitato di utenti, con la consueta modalità ad inviti.
Attualmente il sistema permette di sfruttare diversi strumenti con cui mettere in condivisione se stessi online, con il mondo. Google però ha imparato la lezione sui problemi di privacy e ora permette di creare  “cerchie” di amici, per restringere e controllare le proprie aree del nostro universo umano: amici, parenti, colleghi... Anche se spesso questi confini non sono così nitidi. E allora ben vengano Sparks, Hangouts, Instant Upload e Huddle per meglio indirizzarci in questo universo sociale.


Se sarà un successo o un flop lo decideranno gli utenti. E allora scopriremo se Google riuscirà a scalzare facebook dal suo piedistallo. Bello il mercato, conoscete nulla di più democratico?

martedì 28 giugno 2011

eHow - La risposta pronta a tutti i tuoi dubbi pratici

 Tra le tante sfumature dell'universo del social networking, ho infatti scoperto un interessante nicchia: i siti che presentano soluzioni pratiche ai problemi di tutti i giorni.
Siete capaci di cuocere un uovo, vuoi sapere il look perfetto per il matrimonio del fratello, vuoi risparmiare senza troppi sacrifici? Se avete dubbi su questi e altri problemi   non vi preoccupate, perchè internet vi offre una soluzione pronta e di facile uso: eHow si presenta come la risposta definitiva.

lunedì 23 maggio 2011

Wikipedia vuole diventare patrimonio dell'Unesco

Wikipedia ha dieci anni di vita e già punta a diventare patrimonio mondiale dell'Unesco. Lo rivela in un'intervista John Wales, fondatore della famosa enciclopedia on line, nata il 15 gennaio del 2001 e gestita dall'organizzazione non profit 'Wikimedia Foundation'.
"Sarebbe uno straordinario riconoscimento -sottolinea Wales- per tutte quelle migliaia di persone che ogni giorno collaborano per migliorare la prima enciclopedia libera. E sarebbe anche un segnale di sensibilizzazione nei confronti della libera conoscenza. Wikipedia, non è soltanto un sito web, ma un nuovo ed ormai affermato fenomeno culturale". Questo è il motivo che spinge a puntare a un riconoscimento che l'Unesco ha assegnato non solo a cose fisiche, ma anche a idee, movimenti o nuovi concetti.

mercoledì 18 maggio 2011

Linkedin si quota in borsa ed è subito un successo


Linkedin, il social media dei professionisti, fa il suo ingresso ufficiale a Wall Street quotato 4,3 miliardi, il 30% in più della valutazione iniziale. Azioni offerte tra i 42 e i 45 dollari: cioè 10 dollari in più del prezzo preventivato soltanto venti giorni fa: un vero e proprio boom.
L'idea di creare un social network per i professionisti si deve alla creatività di Reid Hoffman,  laureato di Stanford che abbandonda la vocazione da filosofo per seguire il mondo del business, infilando un successo dopo l'altro: fonda SocialNet, partecipa alla fondazione di PayPal. Quindi si inventa LinkedIn, finanziando progetti come  Facebook, Zynga e LastFm.
Lo sbarco in borsa di LinkedIn è la più grande Ipo del settore Internet dopo lo sbarco in borsa di Google nel 2004. "Continueremo a investire, stiamo crescendo al passo più rapido della nostra storia", ha detto l'amministratore delegato del gruppo Jeff Weiner dopo l'esordio che ha riacceso l'entusiasmo degli investitori per le società hi-tech, dopo il (s)boom degli anni '90. In attesa per il collocamento a Wall Street ci sono anche colossi del calibro di Facebook, Twitter e Groupon, altri social network che arriverebbero a valere decine di miliardi di dollari dopo il passaggio a Wall Street.
L'affare è diventato maledettamente esplosivo. E questo successo fa un pizzico di paura. Aspettando che si muova anche il colosso Facebook.